TRADUZIONE IN ITALIANO: l'”Independent” racconta l’Abruzzo incontaminato / ITALIAN TRANSLATION: the “Independent” talks about unspoiled Abruzzo

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Abruzzo, Rocca calascio – photo Adriana Zuccarini, published by Independent

Siamo felici di proporre a tutte le persone che non comprendo l’inglese, ma leggono l’italiano, la traduzione di un articolo stupendo pubblicato dal quotidiano britannico online “Independent”. Ci racconta le meraviglie di una terra ancora incontaminata, l’Abruzzo, la regione del nostro amato Gianluca Ginoble.
Grazie a Susan per questa traduzione, godetevi la lettura! – Traduzione in Italiano

We are glad to offer to everyone who does not understands English – but reads Italian – the translation of an amazing article, published by the British online newspaper “Independent”. It tells us about the wonders of an unspoiled land, Abruzzo, home region of our beloved Gianluca Ginoble.
Thanks Susan for this translation and enjoy the reading!
Unspoiled Abruzzo: As the region recovers from another earthquake, locals are calling it Italy’s last wilderness by Lisa Fogarty on “Independent” (March 15th, 2017 in English)


Traduzione in italiano

Articolo originale: Unspoiled Abruzzo: As the region recovers from another earthquake, locals are calling it Italy’s last wilderness di Lisa Fogarty su “Independent” (15 marzo 2017 in inglese)

L’Abruzzo incontaminato: mentre la regione si riprende da un altro terremoto, la gente del posto la chiama l’ultima frontiera selvaggia d’Italia

Prima l’Abruzzo ha perso contro la Toscana nel mondo del turismo. Dopo è stato colpito da una serie di disastri naturali. Ora un gruppo di registi locali sta riproponendolo come ultima regione incontaminata d’Italia.

L’Abruzzo è una rara zona d’Italia che è stata rimasta intoccata dal turismo. Ma ora la regione ha disperatamente bisogno di visitatori – Adriana Zuccarini

Ha parchi nazionali incontaminati, spiagge immacolate, resti romani e tranquilli villaggi, ed è spesso soprannominata “la regione più verde d’Europa”. Con quei consensi, si potrebbe pensare che Abruzzo – una regione ad est del Lazio e a nord della Puglia, in cui è possibile stare in piedi sulle cime polverose degli Appennini ed apprezzare il cobalto del mare Adriatico – sia un nome famigliare. Eppure perfino i frequentatori abituali della Toscana, della Puglia e del resto del ‘bel paese’ non hanno mai messo piede in esso.

“L’Abruzzo è ancora poco conosciuto, nonostante la grande bellezza che ha da offrire”, dice un portavoce dell’ufficio turistico locale. Alcuni danno la colpa all’emigrazione di massa dopo la seconda guerra mondiale. Altri dicono che negli anni 1970 e 1980, quando le altre regioni italiane stavanno affinando le loro piazze turistiche, l’Abruzzo era concentrato sull’industria.

Ma è anche perché, nella mente di molte persone, l’Abruzzo è ormai sinonimo di disastro.

Nel 2009, un terremoto di magnitudo 6.9 ha devastato la capitale della provincia, L’Aquila, una città medievale piena di edifici storici e fortezze. Più di 45 città e paesi circostanti sono stati colpiti dal terremoto; sono morte oltre 300 persone e 65.000 sono rimaste senza tetto.

abruzzo earthquake independentLa suscettibilità abruzzese ai terremoti (nella foto quello del 2009) ha scosso il suo reddito turistico (Getty).

L’Aquila era ancora in fase di ricostruzione quando ulteriore devastazione ha colpito la regione, lo scorso gennaio: 29 persone sono state uccise da una valanga presso l’Hotel Rigopiano, nei pressi di Pescara, come conseguenza delle scosse in Italia centrale.

Se affrontare il costo emotivo di queste tragedie non fosse sufficiente, l’Italia Centrale si trova, come riferito, a perdere metà dei suoi €9 miliardi di reddito annuo derivanti dal turismo, e Federturismo Abruzzo, un’organizzazione che lavora per migliorare le opportunità di turismo in Abruzzo, segnala un calo del 40% nel turismo nella regione.

Ed è qui che il regista Walter Nanni ei suoi amici dell’industria cinematografica entrano in scena. Questa settimana, ha lanciato uno spot per l’Abruzzo: una collaborazione finanziata da più di 60 professionisti dell’industria cinematografica. È ora, dicono, di mostrare al mondo perché L’Abbruzzo merita un posto su ogni itinerario di viaggio in Italia.

Lo speciale televisivo, in tre parti, che sarà completato a maggio e andrà in onda sulla tv italiana e, eventualmente, sarà trasformato in un film, esplorerà le attrazioni turistiche e mostrerà i punti di vista impareggiabili di questaregione sottovalutata.Lo speciale televisivo, in tre parti, che sarà completato a maggio e andrà in onda sulla tv italiana e, eventualmente, sarà trasformato in un film, esplorerà le attrazioni turistiche e mostrerà i punti di vista impareggiabili di questaregione sottovalutata.

abruzzorocca-calascio-ph-icaro-droniIl paesaggio abruzzese è incontaminato, ma nessuno lo visita (Icaro Droni)

Nanni si sentiva obbligato a farlo, ha detto all’Independent, dopo la valanga di Rigopiano. “Mentre guardavo in TV i soccorritori che spalarvano la neve e soccorrevano le persone in pericolo, mi sono chiesto: ‘Che cosa posso fare?’ Mi sono reso conto che la mia pala è la fotocamera”.

Costernato che la notizia stesse mostrando solo un lato dell’Abruzzo, Nanni, che è nato a Pescara, ha messo un’annuncio su Facebook. Più di 60 colleghi – tutti nativi d’Abruzzo o amanti della regione – hanno risposto. Tra i partecipanti troviamo i direttori Pierluigi Di Lallo e Stefano Chiantini e la sceneggiatrice Gisella Orsini.

“Vogliamo raccontare all’Italia e al mondo la storia della straordinaria bellezza della nostra terra”, dice Nanni. “Vogliamo che i turisti scoprano un luogo unico, bagnato dal mare, con due maestose montagne, situato a soli pochi chilometri dalla spiaggia e con una tradizione antica del cibo che è pieno di sapori. Una vacanza in Abruzzo è una di quelle lontane dalle trappole per turisti”.

L’Abruzzese Walter Nanni è il direttore che sta guidando la campagna “Uno Spot per l’Abruzzo”.

I luoghi di cui si parla nella serie includono il villaggio medievale di pescatori di San Vito Chietino, una volta dimora del poeta Italiano Gabriele D’Annunzio, e Punta Aderci, una riserva naturale costiera; i tre parchi nazionali d’Abruzzo (Gran Sasso, Majella e Monti della Laga), casa per 100 specie indigene, tra cui il mitico lupo italiano; Rocca Calascio, una fortezza in cima alla montagna che si erge fiera nonostante i danni causati da terremoti passati; e Roccascalegna, un castello dell’11° secolo, aggrappato su una scogliera di calcare che lo spinge verso il cielo.

Il regista Stefano Chiantini, che è nato ad Avezzano, una città che è stata distrutta da un terremoto tristemente famoso nel 1915, ha girato due dei suoi film – “L’amore non basta” e “Storie sospese” – interamente in Abruzzo. Dice che sente un attaccamento viscerale alla sua terra e che “Uno Spot per l’Abruzzo” offre la possibilità di avvicinare altri alla bellezza ed alla forza dell’Abruzzo. Il suo consiglio: visitare la Val di Sangro, una valle costiera incantevole percorsa dal fiume Sangro che fa parte della “Costa dei Trabocchi”, famosa per i suoi moli di pesca sottili e per le spiagge incontaminate.

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Abruzzo, i trabocchi – photo Adriana Zuccarini, published by Independent

La costa abruzzese è una zona di insenature incontaminate e villaggi di pescatori (Adriana Zuccarini).

La sceneggiatrice Gisella Orsini, nel frattempo, si sta concentrando sui resti romani poco visitati della regione e sugli esempi della presenza romana (nel passato, l’Abruzzo era un luogo di villeggiatura prediletto dagli antichi romani). L’Abruzzo sul quale lei si concentra comprende Alba Fucens, un sito archeologico dove resti di edifici romani, strade e passaggi sotterranei rimangono in piedi orgogliosi, su un teatro di 2000 anni a Teramo e sulla chiesa di Santa Maria de Praediis, eretta nel 10° secolo utilizzando materiali provenienti da ville e templi romani.

“Solo ora in tanti hanno notato le straordinarie potenzialità del turismo di questa antica terra”, dice Nanni. “In passato, la storia dell’Abruzzo è stata raccontata malamente, senza una visione del suo futuro”.

Con “Uno Spot per l’Abruzzo”, Nanni ed i suoi colleghi stanno costruendo un ponte che unisce l’antichità di questa regione ed i tesori moderni che attendono i turisti. La nuova Puglia? Ne avrete sentito parlare prima qui.

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